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Ortodonzia Invisibile

L’Ortodonzia Invisibile fissa linguale senza attacchi rappresenta un approccio innovativo all’Ortodonzia e al classico apparecchio invisibile® ortodontico, di cui mantiene princìpi e finalità (diagnosi, prevenzione e riabilitazione delle malocclusioni dentarie).

È la terapia ortodontica più richiesta dai pazienti particolarmente attenti all’estetica e al comfort. Questo perché, oltre ad essere totalmente invisibile, è attualmente l’apparecchio più sottile che esista, come si può vedere dal seguente video esplicativo.

A differenza dell’Ortodonzia tradizionale, l’Ortodonzia Invisibile non utilizza le classiche apparecchiature costituite da brackets in metallo o ceramica, che provocano ansia e imbarazzo ai pazienti per la loro visibilità, bensì sottili fili metallici applicati sulle superfici interne degli elementi dentari. Possiamo pertanto intenderlo come un apparecchio invisibile.

Ortodonzia linguale senza attacchi, ad oggi l’apparecchio invisibile più sottile che esista.

Visione del sorriso del paziente con l’apparecchio ortodontico fisso linguale senza attacchi, completamente invisibile.

L’apparecchio ortodontico con attacchi vestibolari, in metallo o in ceramica, è, a differenza dell’apparecchio linguale senza attacchi, visibile e più ingombrante.

 

L’apparecchio ortodontico con attacchi vestibolari, in metallo o in ceramica, è, a differenza dell’apparecchio linguale senza attacchi, visibile e più ingombrante.

La metodica di adesione è la stessa dei classici dispositivi con attacchi (brackets sia vestibolari sia linguali) e quando terminata la terapia, l’apparecchio invisibile viene rimosso e le superfici dei denti tornano ad avere lo stesso aspetto pre-trattamento senza alcun danno o variazione di forma e colore. L’ortodonzia Linguale a differenza degli attacchi linguali, che pure consentono la realizzazione di un trattamento invisibile, evita i fastidi alla lingua e le alterazioni fonetiche che comunque sono eventi rari e limitati solo alle prime ore dall’applicazione dei dispositivi. Spesso i pazienti che scelgono un trattamento ortodontico invisibile sono molto attenti all’estetica e non di rado richiedono l’applicazione di una o più faccette dentali in seguito al riallineamento dei denti per migliorarne anche forma e colore.

Gli attacchi linguali, seppur non visibili, hanno uno spessore maggiore rispetto all’apparecchio ortodontico linguale senza attacchi e possono provocare fastidi alla lingua e alterazioni fonetiche.

L’apparecchio linguale è molto più sottile e non presenta sporgenze che possono ferire la lingua. Questa terapia completamente invisibile ed estremamente confortevole consente il trattamento di tutte le malocclusioni (I, II e III classe di Angle, morso aperto, morso profondo…etc). Comunemente si parla di Apparecchio invisibile riferendosi alle mascherine o allineatori trasparenti. Questo riferimento è improprio e si dovrebbe parlare di ortodonzia estetica poiché le mascherine sono comunque visibili, anche se di meno rispetto agli attacchi vestibolari in metallo o ceramica. L’eventuale applicazione di faccette dentali, è un passo successivo che può completare l’estetica del sorriso, ma che non tutti i pazienti scelgono di compiere.

Le mascherine hanno una ridotta visibiltà rispetto agli attacchi vestibolari in metallo o ceramica e creano l’effetto ottico di una pellicola trasparente visibile sui denti.

Numerosi sono gli studi scientifici presenti in letteratura che sono stati condotti sugli allineatori trasparenti.

Djeu G, Shelton C, Maganzini A (Outcome assessment of Invisalign and traditional orthodontic treatment compared with the American Board of Orthodontics objective grading system) hanno evidenziato che le mascherine trasparenti o allineatori “non trattano le malocclusioni bene come le terapie con attacchi”. Uribe F, Cutrera A, Nanda R (A segmented appliance for space closure followed by Invisalign and fixed appliances.) asseriscono che le mascherine sono deficitarie nella loro “capacità di correggere ampie discrepanze anteroposteriori e contatti occlusali”.

Giancotti A, Greco M, Mampieri G (Extraction treatment using Invisalign Technique) dicono che con gli allineatori trasparenti le “chiusure dello spazio ottenute mediante tipping delle corone e senza correggere l’inclinazione delle radici rendono necessaria una ulteriore fase con apparecchiatura fissa” che, secondo Uribe F, Cutrera A, e Nanda R, potrebbe essere necessaria anche a causa dei limiti degli allineatori trasparenti “nell’ottenere movimenti rotazionali e verticali”

Studi condotti da Kuncio D, Maganzini A, Shelton C, e Freeman K (Invisalign and traditional orthodontic treatment postretention outcomes compared using the American Board of Orthodontics objective grading system.) dimostrano sul loro gruppo di pazienti che quelli trattati con gli allineatori “recidivano di più rispetto a quelli trattati con le apparecchiature fisse convenzionali”.

I lavori di Nedwed V e Miethke RR evidenziano come i pazienti accettino più facilmente di essere trattati con le mascherine trasparenti che con gli attacchi linguali, perché considerano la terapia meno fastidiosa.

(riferimenti bibliografici e links più in fondo in questa pagina).

Come si realizza la terapia ortodontica linguale senza attacchi. La terapia si esegue utilizzando dei fili larghi poco più di 1 mm, direttamente attaccati alla superficie linguale dei denti, eliminando pertanto lo spessore degli attacchi (brackets). I fili maggiormente adoperati sono degli intrecciati in acciaio comunemente utilizzati per la realizzazione dei retainers passivi (ossia i dispositivi fissi linguali che spesso vengono applicati ai pazienti dopo aver allineato i denti per il mantenimento dei risultati). Tali fili devono essere modellati per ottenere lo spostamento dentario desiderato. La modellazione è estremamente precisa ed individualizzata, poiché essa dipende non solo dalla malocclusione ma anche dalla posizione e dalla forma dei denti.

L’adesione del dispositivo segue le tradizionali procedure odontoiatriche e non provoca alcun dolore al paziente.

Si prepara la superficie dentaria all’adesione trattandola con un gel, successivamente si applica l’adesivo e quindi si procede alla fissazione del filo mediante del composito fluido che indurisce grazie all’azione di una lampada fotopolimerizzante. Per quanto è sottile il dispositivo e per come segue precisamente l’anatomia dei denti sembra quasi che passi attraverso dei solchi scavati nel dente, ma non è assolutamente così. Esso è accostato alla superficie linguale senza alterarne assolutamente la morfologia e la funzione. Il filo passa come attraverso una faccetta dentale. Nei successivi controlli può essere necessaria la riattivazione del dispositivo, mediante il distacco da alcuni denti per poterlo riattivare (procedura sempre indolore per il paziente), oppure la completa sostituzione del filo, proprio come accade nelle tradizionali terapie con attacchi.

Alcune malocclusioni per essere risolte necessitano l’estrazione di uno o più denti, di solito i primi o i secondi premolari oppure i denti da latte in caso di mancata eruzione del corrispettivo permanente. La mancanza di questi denti non sarà mai notata da nessuno in quanto si attaccano all’apparecchio dei denti in resina (diversi dalle faccette dentali che semmai vengono utilizzate in seguito) molto simili per forma e colore ai denti estratti. Tali provvisori saranno eliminati quando lo spazio si sarà chiuso grazie allo spostamento degli altri denti.

Bibliografia

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Outcome assessment of Invisalign and traditional orthodontic treatment compared with the American Board of Orthodontics objective grading system.

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